Succede mentre ti infili sempre più nel buio di questa ora solare, quando le luci del tuo cellulare e del neon sopra la testa rendono quasi difficile guardar fuori. Tanto è il contrasto che ti si propone. Riesci a scoprire che sei ancora ad almeno 5 fermate da casa. Che se dovessi fermarti qui saresti così lontano da non avere alternative oltre ad aspettare. Fai ripartire una canzone per la 3, quarta volta. Anzi è la traccia di un podcast. Un set. Più buio, sempre più scuro. E il treno si spegne. Tum. Un suono sordo e talmente profondo che fa quasi spavento. È successo. Qualche messaggio strano dal display e l’unica luce che rimane è il tuo display. Ora si è notte. Qualcuno sbuffa qualcuno impreca. Il mio vicino tossisce e continua a leggere il giornale. Più o meno, perché si vede poco. Ma proprio pochissimo. Quasi niente. Gorgogli impazinetini anche dal treno. Attacca stacca apri chiudi. Wzzzzzz. Poi un paio di lucine qui e la si accendono. Puf. Tutta luce, tutto rumore, si riparte. Ma mi chiedo. Un paio di lampade da emergenza per vagone no?
1 month agoHo voglia di scrivere così a caso. Prendo un po’ di appunti altrimenti perdo il filo del discorso. Ieri sera sono arrivato a casa arrabbiato. Così a prescindere. Scrivo giusto per sfogarmi un po’. Doppio click e cambio canzone. Mi incavolavo con qualsiasi cosa. Ma senza motivo. Fatto una cavolata? Meriti pure una bastonata. Cambiavo canale e pubbliccizavano un prodotto? Non lo venderai mai. Ma così, senza un motivo. L’altro giorno in ufficio ho raccontato di aver visto le Alpi, in volo di rientro in Italia, senza un filo di neve. E poi mi son ricordato quest’inverno che sta nascendo un anno fa: non riuscivo a rendermi conto di quanta neve possa cadere in questi mesi, tipo ottobre novembre dicembre gennaio febbraio sicuro. Ma proprio tanta. Cioè si sciogliesse di colpo, tutta quanta, sai che onde da surfare? Oggi invece parlavamo in mensa con il mio capo e di suo figlio che a scuola, prima elementare, sta scoprendo l’universo. Quelle cose da star li a bocca aperta. A sei anni. Il sole la terra la luna i marziani di Marte le stelle lontane e gli asteroidi che fanno i buchi che si vedono anche a occhio nudo nelle notti da lupi. Cose così. A caso.
1 month agoIn cima. Se ti allontani dal sentiero, dal rifugio, dalle persone e trovi un piccolo spazio tutto per te, puoi sentire la natura ronzarti contro. Il vento forte muove alberi e qualche nuvola. Dal ghiacciaio qualche strana rottura eccheggia per tutta la valle. Non vedi nulla. Forse è solo l’aria tra le creste più alte. Eppure c’è un silenzio assordante. Parlare ad alta voce sembra maleducato. E dopo tanta fatica. Alla fine. È quasi ora di scendere.
3 months agoFai tardi, quando esci, fino al giungere del sole, di una nuova mattina. Dormi e recuperi mentre il mondo è già sveglio, ha già fatto, si è già mosso. Molti avranno già mangiato. Ah, e i tecnici del telefono ti hanno sistemato la linea, finalmente. Tutto mentre ricerchi qualche sogno tranquillo. Poi una doccia, un po’ di musica, sole, acqua che rinfresca e vai con un amico a fare qualche foto. Qualche scatto qualche chiacchiera e arrivano anche i vigili. Simpatici. Autoradio, rientro e aspetti. Fai cose normali. Forse non per gli altri.
3 months agoL’ultimo giorno prima delle ferie è un po’ come l’ultimo giorno di scuola. Ti lascia sempre un po’ quella sensazione li, che ti manca qualcosa. Saluti baci, molti baci, molti saluti. Che poi, tre settimane e sei di nuovo al via, non son mica tre mesi. Con talemente tante cose da fare, da dire, con tutte quelle idee non voleranno questi giorni. Saranno un sogno. Ora, fuori fa caldo, e l’idea giusta sarebbe quella di uscire a correre, ma quasi mi metto a scrivere un po’ con la penna. Ma quasi, mi metto pure a dormire. Non so, ora decido. Ora un po’ di musica. Poi festa.
3 months agoUn po’ ci penso devi ammetterlo. Per fortuna il treno si è bloccato sotto un temporalesco diluvio, a pochi metri dalla stazione, in un punto dove il segnale è buono e la rete è un ottimo mezzo per distrarsi. Saluti, chiacchieri, leggi, annoti. Fra poco avviserai in ufficio che, vabbhe, non sai quando ti faranno muovere per farti scendere. Userai un dei cinque ritardi jolly disponibili durante l’anno. Che quasi quasi, prendo due ore di ferie e me ne vado a fare un giro di shopping in centro. Ah, no, piove. Aspetteremo l’autobus. Sempre che lui, questa mattina, si sia svegliato bene.
4 months agoCosa diavolo sarà, poi, questo formicolio allo stomaco che continua ad imperversare nei miei pensieri. Paura? (di cosa) Emozione? (per cosa). È li, ogni tanto si propone. Lo interrogo. Se ne va. Oltremodo scortese. Forse si aspetta qualcosa. Che me lo confidi, almeno. Così mi preparo.
4 months agoCi sono così tante cose, che ti segnano nella vita, che mi chiedo come sia ancora possibile scoprire il colore dei miei occhi. E non scontrarsi con segni, graffi, solchi, urla, lacrime, tatuaggi, colori, lividi, lacerazioni e ferite. Eppure, sembra sia possibile andare oltre. Andare ancora più a fondo. E quello che mi chiedo, che mi urta, che mi solletica, che mi sconvolge è provare ad immaginare dove sia la fine. E cosa ci possa essere. E se possa essere diverso dal nulla. Forse basterebbe non chiederselo.
4 months agoLe ragazzine sono scese. L’unico sottofondo ora è quello strano insieme di fischi e urla che questa carrozza emette ad ogni fermata. C’è spazio e distendi le gambe. Tre chilometri e qualche centinaio di metri divorati, a piedi, in meno di venticinque minuti. Tutto per prendere il treno prima e buttarti nel traffico a correre. Poi ci si chiede se sia sbagliato o meno darmi del pirla! Sarà, ma ormai è andata così. Sempre che questo viaggio non riservi l’ennesima sorpresa.
5 months agoFai foto ad aerei di ogni epoca, raggiungendo quasi come fosse uno scherzo (più o meno) 600 scatti. Durante il lungo viaggio di rientro osservi il cielo e lo vedi diverso. É nei tuoi occhi che quel piacere così forte è tanto impresso da rendere un lontano temporale, o il sole estivo, così poetico. Un po’ più velocemente perché, in fondo, non aspetterai molto prima di voler rivedere e rivivere ciasuno dei quei seicento attimi.
5 months ago